Estate Ragazzi

L’Estate Ragazzi come momento formativo

Il nostro oratorio parrocchiale intitolato a San Giovanni Bosco accoglie bambini e giovani compresi tra i sei e i trent’anni. Essenzialmente possiamo definirlo un centro giovanile di stampo salesiano; ogni attività ha sempre lo scopo insegnatoci da don Bosco: condurre i giovani a diventare “buoni cristiani ed onesti cittadini”.

La proposta formativa si distende in tutto l’anno pastorale e comprende il catechismo, attività ludico-sportive (in particolare campionati e tornei di calcio e pallavolo maschile e femminile), attività teatrali (in particolare commedie della tradizione napoletana), campi scuola ed attività estive. Fra quest’ultime, particolare risalto hanno le settimane di giochi comunemente chiamate Estate Ragazzi o Grest, che si svolgono ininterrottamente dall’estate del 2001.

Durante questo periodo di giochi, che generalmente dura più o meno una settimana per i bambini delle elementari e una settimana per i ragazzi di medie e primo superiore, riusciamo a coinvolgere 50 giovani e circa 200 bambini del paese. Uno dei motivi che fa da sfondo allo svolgimento di questo tempo di giochi è il sogno fatto da don Bosco in una notte del settembre 1878: “Temporali estivi”, che invitiamo caldamente ad andare a leggere. Il santo sogna di trovarsi in un grande giardino pieno di tantissimi agnellini che saltellano e brucano. Ad un certo punto la porta del giardino si apre e molti agnellini si precipitano fuori, non curanti di cosa avrebbero trovato fuori dal giardino. Improvvisamente il cielo si oscura e comincia un temporale di acqua mista a grandine che ferisce le pecorelle uscite. Don Bosco si precipita fuori per recuperare gli agnellini feriti e curarli. La Guida, che accompagna sempre don Bosco nei suoi sogni, gli spiega che questo è l’effetto delle vacanze estive e che i suoi giovani (gli agnellini) quando escono dall’oratorio (il giardino sicuro) vengono sommersi dal temporale delle tentazioni, seguito dalla pioggia, che sono gli assalti del maligno, e dalla grandine, che simboleggia la caduta nella colpa. Su questa scia il nostro intento è di tenere i nostri giovani in ambienti sicuri come l’oratorio dove possono ricorrere all’incontro con Gesù-Pane nell’Eucarestia e con Gesù-Medico nella Confessione.

Le due settimane di giochi sono precedute da un periodo di preparazione (generalmente una settimana) dove viene preparato il programma delle varie attività.

Principalmente questa settimana di preparazione serve ad “educare” gli animatori, per lo più giovani a partire dal terzo anno di scuola superiore in su (17-25 anni), a creare un ambiente ricco di umanità: cerchiamo di trasmettere all’animatore che la sua presenza fisica, attiva, costante, serve ad impedire situazioni negative tra i bambini, ma specialmente ad organizzare il gioco in allegria e con spirito di squadra. L’animatore deve riuscire a capire che egli è per i bambini un amico che si trova bene tra i ragazzi, passa il tempo con loro, parla e scherza con tutti ed è interessato ad ogni ragazzo affidatogli.

Altro aspetto che cerchiamo di trasmettere agli animatori è che ognuno di loro è chiamato a ricreare un ambiente ricco di gioia ed allegria, creato non semplicemente da un solo gioco, ma da svariati giochi a tema sfruttando la creatività propria dei giovani animatori; in particolare l’animatore è chiamato a divertirsi e a giocare insieme ai ragazzi per essere presente in mezzo a loro. Tutto ciò animato da musica, canti e scenette improvvisate al momento.

Infine, l’animatore deve riuscire a creare un ambiente cristiano. Quest’aspetto tocca piuttosto agli educatori e catechisti degli stessi animatori. Gli animatori sono guidati sia nella preparazione sia nelle settimane di giochi attraverso momenti catechetici, la partecipazione ai sacramenti con un momento penitenziale prima dell’inizio dei giochi e la celebrazione eucaristica domenicale centro delle settimane di giochi. Negli anni abbiamo sempre celebrato una giornata di ritiro con gli animatori nel giorno del perdono della Porziuncola di Assisi (2 agosto), per prepararli al meglio e far vivere loro un momento di intesa preghiera.

Per le settimane di giochi viene sempre scelto un tema che fa da linea guida per tutto il tempo. Generalmente il tema riguarda la vita di un santo (don Bosco, san Filippo Neri…) oppure episodi biblici (l’Arca di Noè, Davide e Golia…) oppure storie fantastiche (la ricerca del santo Graal, l’isola che non c’è…) o eventi che ricorrono in quell’anno (olimpiadi…) riconducibili a temi di vita cristiana. Il tema viene sviluppato giorno per giorno con un momento assembleare in chiesa articolato in canto, preghiera e catechesi, guidato dal parroco insieme con gli animatori. Anche i giochi giorno per giorno richiamano il tema scelto e ne aiutano lo sviluppo. Gli stessi nomi delle squadre (generalmente 6 composte da circa 20 bambini) richiamano il tema.

Ogni giornata di giochi termina con un ultimo momento di preghiera con tutti i bambini. Dopo il momento di preghiera finale, gli animatori fanno una revisione della giornata trascorsa nella cappellina dell’oratorio per poter chiarire incomprensioni nate tra gli animatori durante la giornata e così cercare di dar sempre il buon esempio ai bambini, ma anche per organizzarsi al meglio per il giorno successivo. Il momento di revisione si conclude con la compieta.

Durante le mattine dell’estate ragazzi vengono fatti dei laboratori (ballo, canto, teatro e musica) insieme con i bambini, dove si cerca di tirar fuori dai ragazzi il meglio delle loro capacità. Il risultato finale di questi laboratori è uno spettacolo condotto dai ragazzi stessi. Anche lo spettacolo finale segue il tema dei giochi.

La settimana di giochi è più o meno strutturata nel seguente modo:

  • Cerimonia di apertura dei giochi: dove si presenta il tema e vengono formate le squadre.
  • Due giorni di giochi senza frontiere (giochi con l’acqua).
  • Escursione in montagna: si sale a piedi all’area pic-nic comunale; la salita dura un paio d’ore. Ad ogni animatore viene affidato un gruppetto di bambini; lungo la salita si recita il Rosario. Arrivati in montagna i ragazzi si confessano per prepararsi alla celebrazione Eucaristica. Nel pomeriggio si fanno dei giochi.
  • Due giorni di mini olimpiadi: sono due giorni intensi dove i ragazzi si cimentano in tanti sport, sia di squadra che singoli (calcio, pallavolo, pallamano, ciclismo, atletica, maratona, tiro al segno…). Questi sono i giorni dove i ragazzi si divertono di più.
  • Un giorno di caccia al tesoro per le strade del paese.
  • Una serata di giochi con i genitori dei bambini: con l’espediente di portare punti alla squadra solo con la presenza, i ragazzi portano i propri genitori e parenti per farli divertire insieme con loro. Risulta sempre una serata all’insegna della sana allegria.
  • Spettacolo conclusivo frutto dei laboratori tenuti al mattino. Segue la cerimonia di chiusura dei giochi con premiazione della squadra vincitrice.
  • Si approfitta della settimana di giochi per sottolineare la centralità della domenica spesso disertata durante il periodo estivo.
  • L’ultimo giorno vengono portati i ragazzi in gita al parco acquatico di Licola (NA). Come per la giornata in montagna ad ogni animatore viene affidato un gruppetto di bambini.

L’estate ragazzi risulta da ormai 15 anni un momento atteso da tutti i giovani di Bracigliano, non solo dai bambini che partecipano numerosi, ma anche dai giovani collaboratori, animatori e organizzatori, che nel dare tutto se stessi ne traggono sempre un beneficio personale, sia formativo che spirituale.

Lo spirito che anima tutta la complessa organizzazione, non solo dell’estate ragazzi ma di tutte le attività dell’oratorio, è facilmente sintetizzabile in un motto di don Bosco: “Noi facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’esatto compimento dei propri doveri”.