I Mistero

La Croce di Gesù: simbolo della sua Passione

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco (10, 32-34)

           32Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: 33«Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, 34lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».

Per Crucem et Passionem tuam

Libera nos Domine (x3)…Domine (2 volte)

Padre nostro

Commento al I Mistero

La Croce portata sul Golgota e là piantata è il patibolo di Gesù condannato a morte: in Lui e per Lui diventa segno di salvezza e via di sequela per i suoi discepoli.

Il supplizio ignominioso degli schiavi è sublimato a simbolo di redenzione; è indicato come condizioni per il rinnovamento dalla vita.

Per Gesù la croce è attestazione, di fronte al mondo, della sua completa obbedienza al Padre e del suo amore di servizio verso l’umanità: in un mondo inquinato dalla violenza e dal peccato che si manifesta nella sopraffazione dell’uomo sull’uomo una missione da riconciliazione e di conversione non poteva avere esito diverso.

Gesù ha accettato questo fatale destino con amore attivo e non rassegnato, convinto di operare un cambiamento nel corso della storia e di aprire un dialogo nuovo dell’uomo con Dio.

La Croce rimane come perenne denunzia della malvagità e si offre come necessaria rinunzia per vivere la bontà.

Ormai per il discepolo è dono e vanto la comprensione e l’accettazione della Croce che insorge nella vita per ogni fedeltà alla parola di Dio, per ogni scelta al seguito del Signore, per ogni gesto di testimonianza all’Evangelo.

Vivere nella Croce di Gesù è far scelte perdenti di fronte al mondo, e ci si può vergognare di essere seguaci di un re crocifisso; ma ogni altra alternativa è illusoria per il discepolo ed è letale per la Chiesa e la sua missione.

Con la sua croce Gesù ha mostrato la via unica dell’autentica vittoria e fecondità vera: «Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me».