IV Mistero

Il processo di Gesù davanti a Ponzio Pilato

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco (15, 1-5)

1E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. 2Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». 3I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. 4Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». 5Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.

Per Crucem et Passionem tuam

Libera nos Domine (x3)…Domine (2 volte)

Padre nostro

Commento al IV Mistero

Gesù è davanti al Sinedrio l’alta corte di giustizia che doveva giudicare l’ortodossia  giudaica della dottrina e della prassi in riferimento alla Legge. Le testimonianze contro di lui sono contraddittorie ma Gesù  ne approfitta per una linea di difesa che sfrutti le diversità ideologiche e i contrastanti interessi dei membri dell’alto consesso giudaico. Gesù  tace. Il suo silenzio è un chiaro giudizio: a questo tribunale, pur dotato di autorità religiosa, Gesù  non riconosce alcun diritto di giudicare la sua missione e quindi di valutare il suo insegnamento e la sua vita. Di sé e di ciò che ha fatto e ha detto egli rende conto solo a Dio, suo Padre; in lui continua a confidare, accettando la povertà estrema dell’assenza di ogni umana difesa. Misconosciuto nella sua autorità religiosa il Sinedrio proclama che Gesù  è un bestemmiatore, ma per una condanna giudiziaria e per l’esecuzione capitale consegna il “caso Gesù” alla odiata potenza romana occupante; il governatore romano giudichi la pericolosità politica di questo sovvertitore di leggi e sobillatore delle folle e lo condanni alla crocifissione. Gesù  è in balia dei “poteri” e della folla; nel confronto con Barabba la concessione pasquale della libertà, non è per lui. Egli vive sino in fondo la sua Pasqua dolorosa. Il processo avrà un momento grottesco e tragico: Gesù  flagellato e coronato di spine sarà presentato alla folla: per ora Pilato, debole e travolto dal popolo, riconosce Gesù  innocente e si lava le mani.