IX Mistero

La crocifissione di Gesù

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco (15, 22-27)  

22Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», 23e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. 24Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. 25Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. 26La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». 27Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.  

Per Crucem et Passionem tuam

Libera nos Domine (x3)…Domine (2 volte)

Padre nostro

Commento al IX Mistero

Sulla cima del colle,il Calvario, spoglio come la testa di un calvo, luogo delle frequenti esecuzioni di morte, di delinquenti comuni e di ribelli, il corteo che ha accompagnato Gesù tra grida, curiosità, insulti e derisioni, si arresta per il supplizio della crocifissione. Tutto procede secondo un rituale consumato, senza riguardo alcuno per una vittima come Gesù, che usciva fuori di ogni schema e ogni legge. Come per il sacrificio la vittima, così Gesù  viene spogliato delle sue vesti e queste, inzuppate di sudore e di sangue, diventano appannaggio dei soldati che se le giocano a sorte. Gesù compare nudo davanti alla moltitudine. Quante nudità,sempre più sfacciate oggi, e molto più la radicale spogliazione che il peccato porta nel cuore dell’uomo, Gesù sopporta nella sua carne martoriata e innocente. Poi la crocifissione. Pesanti colpi di martello inchiodano sul legno della croce il corpo sfinito e martoriato di Gesù, aggiungendo ferite a ferite, dolore a dolore, tortura a tortura, al di là dei limiti di ogni umana sopportazione. Cristo accetta tutto in silenzio e nella sua lunga agonia sulla croce è sempre per gli altri che parla e prega. Comincia proprio da loro,dai suoi carnefici: «Padre,perdona loro perché non sanno quello che fanno!». Poi è la volta del buon ladrone: l’essere stato crocifisso accanto a te, dopo una carriera di delitti e misfatti è per lui liberazione e salvezza: «Oggi sarai con me nel paradiso». Queste tue preghiere sulla croce sono state nei secoli e lo sono ancora oggi per tutti quelli che credono e pregano messaggio di speranza e di grazia redentrice.