San Giovanni Battista

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Pubblicato da Eye Project su Venerdì 28 febbraio 2020

La Chiesa Madre San Giovanni Battista in Bracigliano (SA)

La primitiva chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista fu costruita agli inizi del XIV secolo.

La prima notizia che di essa abbiamo risale al 1309 e ci dice che il rettore è Cesario de Urbe e il cappellano don Nicola di Calvanico.

Dall’inventario dei beni della parrocchia redatto dal parroco don Michelangelo Figliolia da Piazza del Galdo sappiamo che: da quanto tempo sii fondata la chiesa parrocchiale non si sa, né se n’ha notizia, bensì la sua caduta dicesi fusse stata qualche tempo dopo l’eruttazione del Monte Vesuvio del 1631, e dicono che era a tre navi a lamie coverte di soffitto, dove vi erano le cappelle di s. Francesco di Padova e di s. Michele Arcangelo, ma doppo la detta caduta si fundò quale si vede presentemente con la forma di soffitti con otto cappelle sfondate, col suo altare maggiore con paravusti posti un po’ più in alto dove si conserva il SS. Sagramento, dietro detto Altare vi è la Sagristia ed a costo a detta sacristia alla parte di sotto vi è una casalina scoverta.

Della chiesa originaria come recita il testo di don Michelangelo non si conserva niente.

Nel 1511 l’archivio parla di una santa visita.

Dagli atti di questa visita risulta che la chiesa gode del titolo di Parrocchia e di Chiesa Madre di Bracigliano.

Il parroco della parrocchia gode del titolo di arciprete.

Nel 2011 furono festeggiati i primi 500 anni del titolo.

L’attuale chiesa parrocchiale fu costruita verso la metà del Seicento sulle rovine della primitiva chiesa del XIV secolo.

Il Seicento è l’epoca in cui in Italia si afferma l’arte barocca e la nascente chiesa di san Giovanni è in linea con quanto avviene nel panorama artistico italiano.

La chiesa sia esternamente che internamente ha un aspetto monumentale e di grande impatto.

Esternamente assume ancor di più solennità e maestosità perché sorge su di un poggio e perché è situata tra altre due chiese: la Confraternita del SS. Rosario (risalente alla seconda metà del XVII secolo) e la Confraternita di S. Maria delle Grazie (risalente alla fine del XVII secolo, inizio del XVIII).

La facciata della chiesa ricorda quella del Gesù di Roma progettata dal Da Porta e che servì da modello per tutte le chiese dell’epoca della Controriforma.

Essa ha uno bello slancio verticale evidenziato dalle lesene che scandiscono gli spazi dei due piani e del timpano alla cui estremità campeggia una croce metallica.

Sopra il portale in pietra, incastonato in una cornice anch’essa di pietra si trova un bell’affresco del Seicento raffigurante il Battesimo del Signore Gesù.

Al lato della chiesa si slancia un bel campanile costituito da due piani a base quadrata e un terzo a base ottagonale.

Il campanile termina con una guglia sormontata da una croce.

Internamente la chiesa è lunga 34 metri e larga 11 essa conserva lo stesso impianto architettonico della chiesa ricostruita in seguito all’eruzione del Vesuvio: c’è un’unica navata con otto cappelle laterali.

Recita il già citato inventario di don Michelangelo: Nove sono gli altari, il principale è l’altare Maggiore, libero dalla chiesa, dalla parte destra vi è l’altare con cappella con icona di s. Rocco, s. Ignazio e s. Francesco Saverio con la B. Vergine della Grazia, sopra quale dicesi Ius padronato (sic) della Casa Marchesale.

Item quello della Madonna della Grazia con statua di rilievo libero della chiesa.

Item l’altare della Beata Vergine del Carmine con quadro vetro avanti libero della chiesa.

Item un altro altare quale anticamente era del Nome di Iddio al presente disarmato della Chiesa.

Segue il Battistero con il Sacrario.

A sinistra dell’Altare maggiore siegue la cappella ed altare del SS. Rosario.

Item l’altare del crocifisso, o sia Monte dei Morti privilegiatum ad semptennium ambedue liberi della chiesa.

Item l’altare della SS. Annunziata del iure patronatus di Fabio Albano. Item quello di S.M. di Costantinopoli il quale dicono de iure patronatus delli Danieli.

Doppo siegue il campanile dove sono una campana grossa, altra più piccola, l’altra piccola perché rotta sta posta a terra dove il battistero (sic): vi è anche l’orologio con campana.

Rispetto alla descrizione di don Michelangelo la disposizione degli altari è cambiata.

L’altare che una volta era della Madonna della Grazia oggi è dedicato al Sacro Cuore e ha una nicchia che conserva una bella statua del Sacro Cuore; l’altare che un tempo era dedicato alla Madonna del

Carmine è stato dapprima dedicato all’immacolata concezione e ora a s. Emiddio.

Questa cappella conserva una lapide commemorativa del primo centenario della definizione del dogma dell’Immacolata Concezione: Fausto ricorrente I centenario definizione domma Immacolata lietissimo evento millenaria traslazione s. Matteo autorità religiose, civili, fedeli tutti esultanti per conclusione pellegrinaggio col simulacro della Vergine compiutosi nelle famiglie in questo anno mariano fulgido esempio di fede con pubblica consacrazione alla celeste Regina ai posteri ricordano.

Bracigliano VIII dicembre MCMLIV

L’altare che una volta era dedicato al SS. Nome di Dio oggi è dedicato a san Giuseppe.

Ciascuno di questi ultimi tre altari che ho citato conserva ancora l’altare barocco con marmi policromi e balaustre in marmo intarsiato e traforato.

Da lato sinistro dell’altare maggiore l’unico cambiamento riguarda quella che una volta era la cappella dell’Annunziata che oggi è dedicata ai santi Teresina, Felice da Nola e Sebastiano.

Anticamente come testimoniato dagli atti della visita pastorale del 1650 dietro l’altare maggiore era presente un coro ligneo.

Anche l’organo che era posto sulla cantoria è andato perso.

Date ed eventi importanti:

1511 Prima testimonianza storica del titolo di Parrocchia legato alla chiesa madre di s. Giovanni Battista;

1671 La Chiesa riceve in dono alcune reliquie dei martiri: Fortunato, Valentino, Candido e Costanza;

1736-1740-1750 Una lapide posta in fondo alla chiesa ricorda il passaggio di s. Alfonso per la predica delle Quarant’Ore e per le missioni popolari. In uno di questi suoi passaggi s. Alfonso portò una croce lignea dipinta da lui. Recita il testo della lapide: Questa chiesa parrocchiale che negli anni 1736 – 1740 – 1750 della viva voce di s. Alfonso Maria dei Liguori risuonò gremita di fedeli devoti e festanti accoglie oggi nel centenario della proclamazione a Dottore universale della Chiesa le spoglie del suo venerato corpo. A ricordo dello storico evento questa lapide il parroco d. Filippo Garzilli devotamente pose. Bracigliano 19 luglio 1971.

1980-90 La Chiesa in seguito al terremoto dell’80 rimase chiusa perché gravemente danneggiata. Fu riaperta al culto nel 1990.