VII Mistero

Pilato presenta alla folla Gesù, flagellato e coronato di spine, gridando: Ecco l’uomo!

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (19, 4-10.14-16)

4Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». 5Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!». 6Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». 7Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». 8All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. 9Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta. 10Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». 11Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande». 14Era la Parasceve della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». 15Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». 16Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.   

Per Crucem et Passionem tuam

Libera nos Domine (x3)…Domine (2 volte)

Padre Nostro

Commento al VII Mistero

Pilato , il debole rappresentante della potenza di Roma imperiale, simbolo degli opportunisti di ogni tempo e di ogni situazione, simbolo dell’intramontabile machiavellismo  politico, richiamò la vittima del pretorio e la presentò alla folla con queste parole: «Ecco l’uomo!».

Ecco l’uomo!

Sembra di udire le parole del profeta Isaia: «Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima».

Ecco l’uomo!

Quale la risposta della moltitudine presente, accecata dall’odio e sobillata dagli esponenti del Sinedrio?

CROCIFIGGILO! CROCIFIGGILO!

Libera Barabba! A morte il Cristo!

Ecco l’uomo! E Pilato  diventa profeta: come già il sommo sacerdote Caifa  quando aveva affermato che era necessario che morisse uno solo per tutto il popolo. La presentazione poteva suonare ingiuria e disprezzo, eppure era una confessione, una testimonianza, una profezia. Gesù  è l’uomo, non soltanto uno degli uomini. Egli è la vetta suprema dell’umanità, capo e primogenito degli uomini. Egli è l’uomo che si immola per salvare la moltitudine: non vi è altri, sotto il cielo che possa salvarla. Egli è la sorgente della vita, nel quale ogni uomo può diventare “uomo – Dio” come lui, per mezzo di lui.