X Mistero

La dolorosa agonia e morte di Gesù in Croce e la lanciata di longino

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (19, 25-34)

 25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. 26Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». 27Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.28Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». 29Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. 30Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. 31Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. 32Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. 33Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, 34ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Per Crucem et Passionem tuam

Libera nos Domine (x3)…Domine (2 volte)

Padre nostro

Commento al X Mistero

Il vuoto che il gruppo di discepoli lascia intorno a Gesù è riempito silenziosamente dalla madre. Con il “si” detto a Nazareth Maria  ha accettato tutto di questo suo figlio ricevuto come dono promesso e ora offerta, nell’adesione alla misteriosa volontà di DIO. La parola profetica di Simeone si è compiuta e questa tragica fine del Figlio le attraversa l’anima come lama tagliente. Maria è presente sotto la croce, con il discepolo prediletto come dono e promessa di una fedeltà che lo spirito darà ai discepoli di ogni tempo, al di là di smarrimenti,di fughe e rinnegamenti. La morte di Gesù  non è la fine naturale di una esistenza umana; è l’uccisione violenta e prematura di una persona piena di vita e di energia. In lui viene violentemente soppresso uno scomodo testimone del Dio vivente e viene infranto un nuovo progetto di vita offerto a tutti gli uomini della storia. Questa morte segna la vittoria delle potenze di morte che imperano nel mondo ma per un misterioso disegno di Dio ne determina la decisiva, anche se non definitiva, sconfitta. Gesù patisce la morte con ingiusta violenza e la sperimenta anche come abbandono da parte del Padre in cui ha sempre confidato; ma nell’atto di spirare, proclama pubblicamente con la preghiera del salmo, il suo incrollabile abbandono alla volontà amorosa e vivificante del suo Dio. La gloria divina già rifulge sul volto sfigurato del Messia. Dal costato trafitto sgorga quell’onda feconda che inonderà il mondo di vita rinnovata e nasce la Chiesa., comunità salvata e salvante, per estendere nel tempo e nello spazio il dono incommensurabile della salvezza. Davanti a Gesù  che muore l’evangelista Marco farà esprimere al centurione romano la prima professione di fede di un pagano: «Veramente quest’uomo era figlio di Dio!».  E il discepolo amato un po’ confuso, ma fiducioso nel suo Maestro dirà: chi ha visto ne da’ testimonianza perché anche voi crediate.