XI Mistero

La deposizione di Gesù dalla Croce per la sepoltura

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco (15, 42-47)  

42Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, 43Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. 44Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. 45Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. 46Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. 47Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.

Per Crucem et Passionem tuam

Libera nos Domine (x3)…Domine (2 volte)

Padre nostro

Commento all’XI Mistero

A Gesù  morto è risparmiata l’ultima ignominia: essere consegnato ai suoi carnefici come “bottino di lavoro”. La pietà del facoltoso discepolo e la devozione di alcune donne fedeli compiono i gesti rituali che esorcizzano la morte e la accettano come evento ineluttabile, reso sopportabile da convenzionali forme di onore rese al defunto. Anche per Gesù, si è compiuto il destino dei mortali, sia pur in tempo prematuro e in modo violento: il suo corpo ritorna alla terra,come quello di ogni  mortale. Il sepolcro che si chiuderà sul suo cadavere è segno di questa inesorabile realtà terrestre, che tutto ingoia e decompone, tutto assimila e riutilizza per nutrire altre forme biologiche. Ma nel riposo e nel silenzio di quel sepolcro si preparerà la misteriosa esplosione che segna l’inizio della nuova storia e pone le premesse della creazione rinnovata. Nella vita donata sino alla fine e nel corpo ormai inerte di Gesù si realizza la sua parola profetica, valida per ogni suo discepolo: «In verità,in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto».