XII Mistero

Gesù deposto dalla Croce è affidato a sua madre

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (2, 22.25-35)

22Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore. 25Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. 26Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 27Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: 29«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, 30perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, 31preparata da te davanti a tutti i popoli: 32luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». 33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35– e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

Per Crucem et Passionem tuam

Libera nos Domine (x3)…Domine (2 volte)

Padre nostro

Commento al XII Mistero

Il Vangelo, anche se con brevi e sporadici tratti, presenta il mistero di Maria come intimamente legato al mistero di cristo. Rispondendo all’annunzio dell’Angelo: «Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga in me quello che hai detto», Maria  si era consacrata, in fede e umiltà, al servizio della redenzione partecipando da vicino al mistero del suo Figliuolo. Come Simeone aveva predetto, davanti al Tempio di Gerusalemme, la straziante passione del Cristo si riflette nella martoriata passione della madre. La fede di Maria proprio durante la passione di Cristo è arrivata al culmine. Era troppo intimamente legata al suo Figlio perché non si sentisse coinvolta nell’opera della redenzione da lui compiuta: l’amore spinge ad adoperare e a soffrire insieme. Dopo il martirio della croce e l’abbraccio della morte Maria, ai piedi della croce,accoglie nel suo grembo, come l’altare e il tabernacolo più degno, l’esanime corpo del Figlio: rampa di lancio della immancabile e gloriosa risurrezione di lui. Da allora, lungo il corso della storia, Maria cerca, chiama ed accoglie, nel suo grembo verginale e materno, tutti i peccatori più induriti e resistenti e li presenta alla redenzione operata dal Figlio che continua nella grazia dei sacramenti.